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Rassegna Stampa Fiscale

30 Gennaio 2023

Rottamazione debiti contributivi aperta a pochi professionisti

Il Sole 24 Ore - Valentina Maglione e Valeria Uva - Pag. 11

La rottamazione delle cartelle esattoriali non sarà per tutti. Entro il 31 gennaio le Casse professionali sono chiamate a decidere se aderire o meno alla sanatoria dei crediti contributivi decisa dalla legge di Bilancio 2023. Molti enti hanno deciso di non sfruttare questa possibilità che consente di sanare le morosità stralciando sanzioni e interessi. Da tempo le Casse hanno avviato intense campagne di recupero delle morosità, concordando dilazioni in molte rate per i debiti e abbassando le somme dovute per sanzioni e interessi. Commercialisti e geometri hanno scelto di non aderire alla sanatoria. Via libera, invece, per avvocati, ragionieri e biologi. In via di definizione la decisione per architetti e ingegneri. La rottamazione è impossibile in partenza per consulenti del lavoro, medici, psicologi e periti industriali, perché le rispettive Casse hanno scelto di non affidarsi all’Ader e recupereranno in proprio le morosità. Doppia chance dalla manovra 2023: stralcio automatico di interessi e sanzioni su debiti fino a 1.000 euro per somme affidate all’Ader dal 2000 al 2015; rottamazione delle somme affidate all’Ader per i debiti contributivi iscritti a ruolo dal 1°gennaio 2000 al 30 giugno 2022.

30 Gennaio 2023

Pagamenti anche in 18 rate: la prima a luglio

Il Sole 24 Ore - Luigi Lovecchio - Pag. 11

La definizione agevolata della rottamazione quater cancella anche l’aggio e gli interessi affidati all’Ader. Restano dovuti solo la sorte capitale, il costo di notifica della cartella e le eventuali spese per procedure esecutive. La sanatoria riguarda gli affidamenti eseguiti entro il 30 giugno 2022: non conta la data di notifica della cartella ma quella di consegna o trasmissione del ruolo. Con riferimento alle sanzioni amministrative diverse da quelle tributarie e contributive, comprese le multe stradali, la rottamazione annulla le somme aggiuntive rispetto all’importo della sanzione. La domanda si trasmette solo online entro il 30 aprile. Inviata l’istanza sono sospese tutte le rate delle dilazioni con l’Ader in scadenza fino al 31 luglio prossimo. Inoltre non possono essere più avviate nuove procedure esecutive o adottate misure cautelari. Entro il 30 giugno l’Ader trasmette il prospetto di liquidazione del dovuto, con riferimento al numero di rate prescelto dal debitore.

30 Gennaio 2023

Liti fiscali, prova testimoniale con il modello del processo civile

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Laura Ambrosi e Antonio Iorio - Pag. 16

In occasione di Telefisco il Dipartimento delle Finanze del Mef ha chiarito che per l’assunzione della prova testimoniale scritta nel processo tributario occorre utilizzare il modello previsto dal ministero della Giustizia nell’ambito del processo civile apportando i necessari adattamenti. All’interno di tale modello, la firma del testimone può essere autenticata dal segretario della Corte di giustizia tributaria. La riforma della giustizia tributaria (legge n. 130/2022) ha introdotto la possibilità di avvalersi della testimonianza scritta nel processo. In base al nuovo comma 4 dell’art. 7 Dlgs 546/1992, la Corte di giustizia tributaria può ammettere la prova ove lo ritenga necessario ai fini della decisione. In attesa della predisposizione di un modello ad hoc per il processo tributario va utilizzato il modello approvato con Dm Giustizia del 17 febbraio 2010 apportando le necessarie modifiche.

30 Gennaio 2023

Contributo unificato, richiesto in 30 giorni

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Francesco Falcone - Pag. 16

La richiesta della regolarizzazione dell’importo dovuto a titolo di contributo unificato tributario da parte dell’ufficio di segreteria della Corte di giustizia tributaria avviene mediante la notifica dell’avviso di pagamento, a mezzo Pec presso il domicilio eletto, entro 30 giorni dal deposito dell’atto giurisdizionale soggetto a tassazione. A confermarlo è il Dipartimento delle Finanze del Mef nel corso di Telefisco, la manifestazione organizzata dal Sole 24 Ore. La risposta non era scontata in quanto per la Cassazione (sentenza n. 26390/2021) il termine di 30 giorni, previsto per l’esercizio del potere di accertamento non è perentorio, ma meramente ordinatorio ed acceleratorio.  Ne consegue che in caso di inosservanza non si verifica alcuna decadenza dell’attività di recupero dell’ufficio impositore. 

30 Gennaio 2023

Denunce Tari: decide il Comune ma resta il nodo delle sanzioni

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Luigi Lovecchio - Pag. 17

Gli enti locali hanno potere regolamentare sull’individuazione dei termini di presentazione della dichiarazione Tari. Tuttavia, il problema relativo alle conseguenze sanzionatorie per i Comuni che non intendano aderire alle indicazioni della delibera Arera 15/2022, che prevede il termine di 90 giorni – al posto di quello ordinario del 30 giugno dell’anno successivo – per le dichiarazioni in questione, non rientra nelle competenze del Mef. È la prudente risposta del Dip. delle Finanze a un quesito posto nel corso di Telefisco 2023. Il quesito concerneva in realtà la delicata tematica dei rapporti tra i poteri regolamentari dei Comuni in materia di entrate proprie e le prerogative dell’Arera. I Comuni hanno potere regolamentare sul tributo e, pertanto, fissano le scadenze. Al Mef non spetta, tuttavia, dirimere il problema di chi non segue la delibera Arera.

30 Gennaio 2023

Dichiarazione Imu per alloggi sociali, fabbricati ‘merce’ e case dei militari

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giuseppe Debenedetto - Pag. 19

Nel corso di Telefisco 2023 il Dipartimento delle Finanze ha chiarito che il beneficio dell’esenzione dall’Imu per i fabbricati ‘merce’, gli alloggi sociali e le case dei militari è subordinato alla presentazione di una specifica dichiarazione, pur in assenza di un’espressa previsione ‘a pena di decadenza’. Più volte la Cassazione si è espressa sull’obbligo dichiarativo relativamente ai casi dei fabbricati ‘merce’, confermando che l’esonero dall’Imu presuppone la presentazione della dichiarazione a pena di decadenza dal beneficio. Con la sentenza n. 25774/2022 la Corte di cassazione ha chiarito che non basta l’indicazione nel bilancio della destinazione degli immobili alla vendita, rimarcando la necessità della dichiarazione. Un recente orientamento giurisprudenziale di legittimità ritiene la dichiarazione per gli enti non commerciali indispensabile per ottenere l’esonero dall’Imu, pur in assenza di un’espressa previsione ‘a pena di decadenza’ per tale fattispecie. 

30 Gennaio 2023

Ricerca e sviluppo, il centro di costo può mettere in dubbio il tax credit

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Emanuele Degani e Damiano Peruzza - Pag. 20

Con la sentenza n. 532/3/2022 dello scorso 15 dicembre la Cgt di I grado di Vicenza ha affermato che, in materia di ricerca e sviluppo, la contestazione dell’Agenzia delle Entrate circa l’effettiva correlazione tra il costo e la ricerca svolta fa scattare l’onere della prova contraria in capo al contribuente. Infatti, solo l’inserimento di un importo nello specifico centro di costo fa sorgere la ‘presunzione di destinazione’ degli elementi negativi alla ricerca svolta in concreto. Nel caso analizzato una società costruttrice di macchine laser terapeutiche ha fatto ampiamente uso dei crediti R&S. Nello specifico la società è stata coinvolta in particolari progetti di rilevanza nazionale presso un’agenzia statale e presso un’università italiana. Essendo una società controllata da una quotata, ha una struttura contabile definita per centri di costo. Tale struttura, però, ha portato le Entrate a muovere molteplici contestazioni in tema di utilizzo indebito del credito d’imposta per ricerca e sviluppo.

30 Gennaio 2023

La cartella della Tari deve riportare l’anno di riferimento del tributo

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giuseppe Debenedetto - Pag. 20

È illegittima e va dunque annullata la cartella della Tari che riporta l’anno di notifica dell’avviso di accertamento e non l’anno di riferimento del tributo. Lo ha affermato la Corte di giustizia tributaria di Taranto con la sentenza n. 1770/1/2022 dello scorso 21 dicembre che ha accolto il ricorso del contribuente. La sentenza sembra elaborare un principio importante. I giudici tributari affermano che la cartella di pagamento, dovendo recare i medesimi dati del ruolo, deve indicare l’anno del credito. Il Comune sostiene di aver indicato in cartella l’anno in cui è stato notificato l’avviso di accertamento Tari a cui non avrebbe fatto seguito né impugnazione né pagamento. 

30 Gennaio 2023

Omesso quadro RW regole sul raddoppio con effetto retroattivo

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Davide Settembre - Pag. 20

La Cgt Emilia Romagna, con la sentenza n. 1091/12/2022, ha sostenuto che le norme che prevedono il raddoppio dei termini decadenziali degli accertamenti basati sulla presunzione di evasione dei patrimoni illecitamente detenuti all’estero e degli atti di contestazione o di irrogazione delle sanzioni per l’omessa presentazione del quadro RW hanno natura procedimentale e, pertanto, valenza retroattiva. La vicenda traeva origine dall’impugnazione di un avviso emesso dall’ufficio a seguito della dichiarazione di accesso alla procedura di voluntary disclosure da parte del contribuente. In particolare, l’ufficio avvalendosi del raddoppio dei termini decadenziali accertava per il periodo d’imposta 2008 un maggior reddito ai fini delle imposte dirette derivante dai dividendi che una società italiana aveva distribuito a una società lussemburghese di cui il ricorrente era titolare effettivo.

30 Gennaio 2023

Se manca un beneficio complessivo la cessione infragruppo è distrattiva

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giovanbattista Toma - Pag. 24

Con alcune recenti decisioni la Corte di cassazione ha ribadito che la cessione di beni o i trasferimenti di denaro tra società facenti parte dello stesso gruppo possono essere considerate operazioni illecite rilevanti come condotte di bancarotta per distrazione. Dunque, la mera circostanza della collocazione della società fallita all’interno di un gruppo non vale ad escludere la penale rilevanza del fatto, se dalla cessione infragruppo non derivi uno specifico vantaggio, anche indiretto, che compensi gli effetti nell’immediato negativi sul suo patrimonio, trasferendo sulla società cedente il risultato positivo riferibile al gruppo. Con la sentenza n. 507 dello scorso 10 gennaio la Suprema corte ha richiamato il criterio oggettivo del vantaggio economico anche al fine di verificare se i travasi di valore da una società all’altra fossero avvenuti all’interno di un effettivo ‘gruppo’ di aziende coordinate per il perseguimento di un comune interesse economico oppure avessero coinvolto un mero nucleo di enti diversamente riferibili a uno stesso soggetto, in relazione ai quali manchi qualsiasi logica imprenditoriale comune.

30 Gennaio 2023

Criptoattività sotto l’ombrello

Italia Oggi - Carlo Cicala - Pag. 7

La manovra 2023, nel disciplinare il trattamento fiscale delle criptoattività, dedica alcuni commi a chi, avendo realizzato redditi con tali strumenti, voglia ‘regolarizzare la propria posizione’. In proposito, vengono da porsi due domande. Per poter stabilire se in passato si è commessa una irregolarità, occorre determinare quale fosse la disciplina, ora modificata e quindi non più vigente, applicabile a questo fenomeno, in virtù della quale il Fisco attendeva il pagamento di un’imposta. In secondo luogo, quali benefici vengono riconosciuti a chi intende avvalersi della nuova procedura di regolarizzazione. Attraverso la presentazione di un’apposita dichiarazione è possibile regolarizzare le imposte non versate in passato ma la regolarizzazione non esclude l’accertamento di una eventuale ulteriore evasione il cui frutto sia stato impiegato in investimenti in criptovalute. Ciò in quanto la regolarizzazione delle criptoattività non prevede alcuna causa di non punibilità e anzi – recita la norma –  resta ferma la dimostrazione della liceità della provenienza delle forme investite. 

30 Gennaio 2023

Reverse charge, visione unica sulle operazioni inesistenti

Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 8

Sulla neutralizzazione dell’Iva assolta con il meccanismo del reverse charge in relazione a operazioni inesistenti, la manovra 2023 si è allineata all’interpretazione euro-orientata della Corte di cassazione, salvo una puntualizzazione in merito alla sanzione. È uno dei temi toccati nel corso del Videoforum di ItaliaOggi dello scorso 23 gennaio. Il principio di cartolarità dell’Iva (direttiva 2006/112/Ce) prevede all’art. 203 che chiunque indica l’imposta in una fattura è tenuto a versarla all’erario, anche se non vi corrisponde un’operazione imponibile. La norma non ha scopi sanzionatori, ma di tutela dell’erario dal rischio di perdita di gettito, per cui non è applicabile quando tale rischio non esiste perché il destinatario della fattura è un consumatore finale, non legittimato alla detrazione. Il soggetto che ha indebitamente fatturato l’imposta, se in buona fede, deve avere la possibilità di rettificare la fattura. 

30 Gennaio 2023

Consegna di atti a maglie larghe

Italia Oggi - Sergio Trovato - Pag. 10

Con l’ordinanza n. 37828 dello scorso 27 dicembre la Corte di cassazione ha stabilito che è valida la notifica di un atto impositivo destinato a una società, ma con consegna a una persona fisica presente nei locali della sede legale dell’impresa. Pur mancando le generalità del consegnatario. Non è, infatti, imposto all’ufficiale giudiziario o al messo notificatore di accertare la condizione della persona addetta alla ricezione, ma basta che si trovasse presso i locali della persona giuridica. Secondo i giudici di legittimità ‘qualora dalla relazione dell’ufficiale giudiziario risulti la presenza di una persona che si trovi nei locali della persona giuridica, è da presumere che tale persona fosse addetta alla ricezione degli atti diretti alla persona giuridica, senza che il notificatore debba accertarsi della sua effettiva condizione’. In questi casi non sussiste una presunzione iuris tantum di conoscenza da parte del destinatario, che deriva dalla consegna dell’atto presso la sede a persona presente nel luogo.

30 Gennaio 2023

Flat tax al 15%, mano ai calcoli

Italia Oggi - Francesco Campanaro - Pag. 12

Nel corso del Videoforum di ItaliaOggi del 23 gennaio scorso, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla tassa piatta al 15% ovvero sulla c.d. flat tax incrementale sugli aumenti di reddito registrati nel 2023, prevista nell’ultima manovra economica. La scelta tra il regime ordinario e il regime forfettario è di assoluta importanza: andrà ponderata a seconda della specifica situazione rendendosi necessari degli specifici calcoli di convenienza. Individuati correttamente gli incrementi e la base imponibile, sarà bene effettuare veri e propri test di convenienza rispetto al regime forfettario e non è scontato che quest’ultimo abbia maggiore appeal. Il reddito incrementale rientrante nell’applicazione della nuova disciplina, pur scontando l’imposta sostitutiva, non precluderà il riconoscimento di oneri deducibili, detraibili o benefici di qualsiasi tipo. Ciò non può che rendere più appetibile la scelta della flat tax incrementale la cui base imponibile, ricordiamo, non può superare i 40 mila euro. 

30 Gennaio 2023

Anche per il 2022 l’impatto degli ammortamenti è ridotto

Italia Oggi - Giovanni Valcarenghi e Raffaele Pellino - Pag. 20

Anche per l’esercizio 2022 le imprese hanno la facoltà di ridurre o di azzerare le quote di ammortamento. Scopo della misura, prevista dal Dl 104/2020, è evitare che il conto economico soffra in modo evidente, a fronte di ricavi che potrebbero essere ancora modificati dalla crisi economica. A guidare la scelta delle imprese deve essere tanta cautela. L’opzione va assunta nella nota integrativa ricercando una giustificazione allo stralcio degli ammortamenti o alla loro riduzione. Sarà possibile, ad esempio, sostenere di non aver stanziato le quote al fine di evitare l’emersione di una perdita di bilancio. Sempre nella nota integrativa sarà necessario dettagliare i differenti risultati economici e patrimoniali che si sarebbero prodotti ove le quote fossero state ordinariamente stanziate. In questo modo il lettore del bilancio dovrebbe avere contezza non solo delle ragioni che hanno determinato  la mancata presenza delle quote di ammortamento, ma anche della differente situazione che si sarebbe determinata ove mancasse la possibilità di deroga concessa anche sull’esercizio 2022.

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